REGINA MARGHERITA
Varcando la soglia di questo appartamento, si è immediatamente avvolti da un’atmosfera calda e ricercata, dove il design contemporaneo incontra la nobiltà di materiali antichi. Il pavimento in quadrotte Versailles antiche – autentica citazione regale – diventa subito il protagonista silenzioso dello spazio: con il suo disegno geometrico e il legno vissuto, dona una profondità storica all’abitare, evocando la raffinatezza dei palazzi francesi ma in chiave intima e domestica.
L’ingresso è pensato come un piccolo teatro di accoglienza: una panca laccata dal gusto vintage, un grande specchio materico e una composizione di quadri onirici creano un microcosmo poetico, un preludio alla narrazione che seguirà. Ogni elemento è calibrato per sorprendere con discrezione.
Proseguendo, ci si apre su un ambiente giorno che sfida le convenzioni: pareti e boiserie in una tonalità profonda di blu petrolio definiscono un perimetro solido e sofisticato, che accoglie una libreria scenografica in legno naturale – ritmata da vani di diversa dimensione – come fosse un paesaggio verticale. Il contrasto tra il blu e il legno caldo trova la sua armonia nella luce radente che accarezza i materiali, rivelandone le texture e la qualità.
Al centro, sedute organiche in tessuto bouclé dialogano con la geometria severa dell’architettura, dando vita a un equilibrio visivo tra morbidezza e rigore. È un gesto progettuale che umanizza lo spazio e lo rende profondamente abitabile.
La zona pranzo, dominata da un tavolo scultoreo in marmo nero venato e illuminata da sospensioni in vetro artistico, aggiunge un tocco di teatralità. La trasparenza dei corpi illuminanti fluttua sopra le sedute curvilinee, creando riflessi mutevoli che rendono viva l’esperienza dello spazio.
La cucina si rivela alle spalle di una quinta scorrevole: iperfunzionale, elegante, perfettamente integrata, quasi nascosta. Anche qui, il dialogo tra pieni e vuoti, tra superfici opache e riflettenti, definisce un linguaggio progettuale coerente.
I bagni sono piccoli scrigni sensoriali: superfici ceramiche tridimensionali, lavabi scavati nella pietra e rubinetteria decorativa creano un’esperienza immersiva e multisensoriale, senza mai cedere all’eccesso.
Questo progetto è un esempio straordinario di come la memoria dei materiali – come il parquet Versailles – possa fondersi con la grammatica del design contemporaneo, generando un’architettura che emoziona, accoglie e racconta. Un interno colto e audace, che fa della contrapposizione la sua cifra più raffinata.
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